Dott. Gianni Andrea Deligia


Nato a Meana Sardo, 64 anni, ha avuto un destino fuori dal comune.

Viaggiatore nell'anima, ascoltatore e osservatore accurato, ha vissuto in prima persona le grandi tragedie che hanno afflitto l'umanità in questi ultimi 40 anni.

Ha seguito gli studi all'Università di Scienze Politiche a Cagliari (1970-74) e all'American University of Beirut, Libano (1984-85). Dopo cinque anni di volontariato in Ciad, lavora per 32 anni per l'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU).

Opera in Africa, Medio Oriente, Asia Centrale e Estremo Oriente, lavorando principalmente in paesi in stato di conflitto e post conflitto. Informazione, rifugiati, emergenze, sviluppo, amministrazione dello Stato e mantenimento della pace, sono stati i principali campi operativi del suo impegno internazionale. Tra gli anni settanta e ottanta lavora in Ciad e Camerun prima come capo redattore di "Tchad et Culture", unica rivista ciadiana in lingua francese, poi come consigliere del Ministro dell'Informazione di quel paese. È nominato a capo dell'UNICEF e s’impegna nella lotta contro la fame, le grandi epidemie e la guerra civile in Ciad. Piaghe di cui soffrivano e furono vittime tutti i paesi dell'Africa saheliana appena usciti dal colonialismo.

Dalla metà degli anni ottanta e per più di dieci anni opera, sempre con l'ONU, tra Vienna, Palestina (Gerusalemme e Gaza), Libano in piena guerra civile, Siria e Giordania.

In questo Medio Oriente attanagliato da grandi passioni, interessi e fragilità politiche assume la direzione della gestione dei campi rifugiati Palestinesi, vittime del conflitto arabo-israeliano.

Alla metà degli anni 90 è in Afghanistan, Uzbekistan e Tajikstan, per la protezione e l'assistenza ai rifugiati afghani e tajik vittime delle guerre civili scoppiate dopo il ritiro delle truppe sovietiche dall'Asia Centrale. Alla fine degli anni 90 è a Baghdad (Iraq), centro nevralgico del petrolio tanto importante per l'Occidente, come Ispettore per le sanzioni dell'ONU ("petrolio contro cibo") imposte al regime di Saddam Hussein.

Sempre con l'ONU che funge da Governo Provvisorio, si occupa anche di Missioni di Mantenimento della Pace. Prima in Cambogia, (1992) dopo la partenza del Vietnam, come coordinatore degli aiuti per la ricostruzione nelle provincie. Poi nell'isola di Timor Orientale, dopo la partenza dell'Indonesia, come "governatore" di una parte dell'isola che ha aiutato nella sua strada verso l'indipendenza sancita il 20 maggio 2002.

Ritorna poi in Africa con la Missione di Pace: prima per aiutare a fermare le diverse guerre civili nella Repubblica Democratica del Congo, poi in Burundi per assistere il paese nella ricostruzione dopo il conflitto intestino Hutu-Tutsi. Alla fine del 2011, conclude la sua lunga e ricca carriera onusiana in Costa d'Avorio dove, come Direttore, lavora per assicurare una soluzione politica alla divisione del paese e al lungo conflitto interno.

Nel 1984 è stato nominato dal Presidente Sandro Pertini Cavaliere all'Ordine del Merito della Repubblica Italiana “Per meriti acquisiti nella protezione dei cittadini italiani e dei loro beni durante la guerra civile in Ciad: 1979-1982”. Nel 2001 in rappresentanza dell’ONU ha ritirato il Premio Nobel della Pace.

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